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Che cosa è il nuovo “Piano Casa” della Regione Sardegna?

Il Piano Casa della Regione Sardegna è una legge urbanistica che consente di apportare incrementi volumetrici fino al 35% ai beni immobili presenti sul territorio regionale, anche nei casi in cui gli edifici abbiano già raggiunto il massimo della cubatura concessa.
Il Piano Casa della Regione Sardegna consente anche di recuperare i sottotetti delle abitazioni esistenti o spazi di grande altezza per riutilizzarli come abitazioni, eseguendo lavori di ristrutturazione come la realizzazione di muri, solai e soppalchi, l’apertura di finestre e lucernari, la sopraelevazione dei fabbricati attraverso l’innalzamento delle linee di gronda e di colmo del tetto.

Il Piano Casa ha una scadenza?

Il nuovo Piano Casa è entrato in vigore il 23 aprile 2015 ed aveva originariamente una scadenza prevista per il 31 dicembre 2016. In seguito alla proroga dei termini, il Piano Casa Sardegna ha attualmente la scadenza fissata per il 31 dicembre 2017. Fino a quella data sarà possibile presentare ai Comuni i progetti di ristrutturazione edilizia che prevedano ampliamenti o riuso di sottotetti e spazi di grande altezza.

Chi può godere del nuovo Piano Casa della Regione Sardegna?

Il Piano Casa della Regione Sardegna può essere sfruttato per realizzare incrementi volumetrici di edifici o recuperi di sottotetti e spazi di grande altezza, a patto che i fabbricati siano stati ultimati prima del 23 aprile 2015 e che siano stati regolarmente approvati dai Comuni.
Se hai intenzione di ristrutturare la tua casa e di realizzare un ampliamento dell’abitazione, o un riuso di sottotetto o di un ambiente di grande altezza, contattaci e avrai informazioni gratuite più dettagliate sul tuo caso specifico!


Il Piano Casa 2015-2017 in sintesi

Il Piano Casa 2015-2017 (Legge regionale 15 aprile 2015) contiene le “Disposizioni generali e norme di semplificazione e riordino in materia urbanistico-edilizia”.
Agli articoli 30-34 e 39 richiama quelli che erano i principi del vecchio Piano Casa (2009) della Regione Sardegna, autorizzando interventi edilizi tra cui:
• Incrementi volumetrici degli edifici esistenti;
• Interventi di recupero ed incremento volumetrico dei sottotetti;
• Interventi edilizi di riuso degli spazi di grande altezza;
• Interventi di demolizione e ricostruzione del patrimonio edilizio esistente.

Incrementi volumetrici (artt. 30 e 31)

Il Piano Casa della Regione Sardegna consente incrementi volumetrici, anche superando i limiti previsti dalle normative vigenti, per gli edifici esistenti situati nelle zone urbanistiche omogenee A, B, C, E, F e G.

Zone A (centro storico)
- E’ ammesso l’incremento volumetrico solo per gli edifici di aspetto chiaramente più recente rispetto al contesto urbano circostante, con caratteri stilistici in contrasto col tessuto storico, previa approvazione di un Piano Particolareggiato da parte del Comune.
- L’incremento volumetrico massimo permesso è pari al 20% del volume esistente, e comunque fino ad un massimo di 70mc.

Zone B e C (tessuto edificato e aree di espansione urbana)
- L’incremento volumetrico massimo concesso è pari al 30% per tutti gli immobili ubicati in Comuni non interessati dal PPR regionale, oltre che nei Comuni inclusi nel PPR il cui PUC è stato adeguato al PPR.
- Nei Comuni interessati dal PPR ma dotati di PUC non adeguato al PPR, l’incremento volumetrico massimo previsto per gli edifici esistenti è pari al 20%.
- Qualora l’intervento edilizio, oltre a comportare un incremento volumetrico, consista anche in un miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio, è concesso un bonus volumetrico del 5%, portando i limiti sopra descritti al 35% e al 25%.

Zone D e G (zone industriali, artigianali e commerciali)
- E’ ammesso un incremento volumetrico fino al 25% per tutti gli edifici con destinazione industriale o artigianale.
- E’ ammesso un incremento volumetrico massimo del 20% per gli edifici con destinazione commerciale, fino ad un massimo di 400 mc.
- Per le residenze di custodi e dei proprietari degli edifici industriali, artigianali e commerciali è previsto un aumento volumetrico massimo pari a quello previsto per le zone B e C.

Zone E (agro)
- L’incremento volumetrico massimo ammissibile è calcolato secondo i criteri previsti per le zone B e C, solamente nei casi in cui l’edificio non ricada all’interno di una fascia di 1000 metri dalla costa, ridotta a 300 metri per tutte le isole minori.

Attività turistico ricettive
- Entro una fascia di 300 metri dalla linea di costa è ammesso un incremento volumetrico unicamente nelle zone A e B.
- Oltre la fascia di 300 metri dalla linea di costa è ammesso l’incremento volumetrico nelle zone B, C, F e G.
- L’incremento volumetrico massimo concesso è pari al 25%, anche con volumi separati dal corpo di fabbrica principale. I nuovi volumi possono essere destinati ad ampliamenti delle camere (senza aumentarne il numero complessivo) per un massimo del 30%.

Recupero ed incremento volumetrico dei sottotetti (art. 32)

Il Piano Casa consente il recupero a fini abitativi dei sottotetti esistenti. Tale operazione può essere eseguita con o senza incremento volumetrico.

Recupero semplice
- E’ previsto solo per scopi abitativi, unicamente nelle zone A, B e C.
- Può comportare lo spostamento di muri e solai, nonché l’apertura di nuove finestre e lucernari.
- I vani abitativi ricavati dal recupero del sottotetto devono avere un’altezza media ponderale maggiore o uguale 2,40 metri, ridotti a 2,20 metri per i locali accessori e i servizi.
- Per Comuni situati a quote superiori a 600 metri sul livello del mare l’altezza minima ammessa è di 2,20 metri per i locali abitativi e di 2,00 metri per gli spazi accessori ed i servizi.

Recupero con incremento volumetrico
- E’ previsto solo per scopi abitativi, unicamente nelle zone A e B.
- Può essere ammesso unicamente per i sottotetti che rispettino una delle seguenti condizioni:
  a) abbiano un’altezza in gronda maggiore o uguale a 60 centimetri ed il tetto abbia una pendenza maggiore o uguale al 20%;
  b) abbiano il tetto con una pendenza maggiore o uguale al 25% ed il volume di ampliamento non superi l’altezza consentita dalle norme.
- Può comportare lo spostamento di muri e solai, l’apertura di nuove finestre e lucernari nonché la modifica della geometria e delle pendenze delle falde del tetto.
- A seguito dell’intervento di incremento volumetrico, il sottotetto può avere un’altezza al colmo massima di 3,60 metri ed un’altezza in gronda di 1,80 metri. L’altezza in gronda può essere aumentata fino a 2,20 metri conseguentemente all’arretramento della facciata dell’edificio.

Riuso degli spazi di grande altezza (art. 33)

Il Piano Casa permette il riuso degli ambienti di grande altezza, ossia degli spazi, anche soppalcati, che abbiano un’altezza non inferiore a 4,60 metri.

- E’ ammesso solo nelle zone A, B e C;
- E’ possibile la traslazione dei soppalchi esistenti o la realizzazione di nuovi soppalchi, purché questi non coprano più del 40% della superficie;
- L’altezza al di sotto del soppalco non può essere inferiore a 2,40 metri. Al di sopra del solaio sono ammesse altezze maggiori o uguali a 2,00 metri;
- Il soppalco non può essere realizzato a contatto con la parete interna del prospetto principale dell’edificio, ma deve staccarsi di almeno 2,00 metri da essa.

Demolizione e ricostruzione (art. 39)

Il Piano Casa della Regione Sardegna ammette la demolizione degli edifici esistenti obsoleti, assegnando un bonus volumetrico alla loro successiva ricostruzione.

- Nei lotti con superficie minore o uguale a 500mq, oppure per gli edifici il cui volume non superi i 2000 mc, è possibile attuare un intervento di demolizione sfruttando un bonus volumetrico del 15%, anche superando i vincoli di altezza e volume previsti dalle norme.
- L’incremento volumetrico per la ricostruzione può essere concesso fino ad un massimo del 30%, da determinarsi con delibera comunale.
- Per le zone E ed H non è ammessa deroga alle disposizioni regionali concernenti aspetti quali l’altezza ed il volume massimi degli edifici.
- Nella zona A l’intervento di demolizione deve essere contemplato dal Piano Particolareggiato comunale.
- Entro una fascia compresa entro 300 metri dalla linea di costa è ammesso l’intervento di demolizione nelle zone E, F ed H solo nel caso in cui il nuovo edificio abbia un minor impatto sul paesaggio.
- Sono esclusi da questo tipo di intervento gli edifici che abbiano subito interventi di mutamento dei caratteri strutturali o interventi di ristrutturazione dopo l’aprile 2015, che siano stati ultimati dopo il 1989, oppure che abbiano usufruito del vecchio Piano Casa.
- L’edificio che sarà ricostruito dovrà: essere a energia quasi zero, essere dotato di sistemi per il recupero dell’acqua piovana, caratterizzarsi per assenza di barriere architettoniche (qualora plurifamiliare), essere realizzato con materiali per bioedilizia.

Principali cause di inammissibilità degli interventi

Gli interventi previsti dalla Legge Regionale 15 aprile 2015 non possono essere ammessi nei seguenti casi:

- L'edificio su cui intervenire è privo dei titoli abilitativi;
- L'edificio è stato completato dopo il 23 aprile 2015 (o dopo il 31 dicembre 1989 nel caso di demolizione e ricostruzione);
- L'edificio è sottoposto a vincoli di interesse storico-artistico o paesaggistico;
- L'edificio ha già usufruito del vecchio Piano Casa (2009-2014).

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